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The Big Noir in the City at Night

Autore e voce dal vivo: Guido Laino
Durata: 90’ circa
Se si dovesse chiedere all’Intelligenza Artificiale di scrivere la storia di un film noir, è molto probabile che ci metterebbe dentro un detective privato mezzo fallito, una femme fatale, i grattacieli di una grande città americana di notte e un bel po’ di sparatorie e scazzottate. Se si dovesse chiederle un’immagine di questo film, sarebbe senza dubbio in bianco e nero, con molto contrasto e con la luce dei lampioni che disegna ombre inquietanti sull’asfalto bagnato. E se dovessimo farle aggiungere il volto di un detective, dovrebbe essere quello di Humphrey Bogart. Naturalmente, a raccontare in un lungo flashback le proprie vicende sarebbe una voce narrante esterna, con un tono ironico, crudo e tagliente.
Ma perché chiedere tutto ciò all’Intelligenza Artificiale e privarsi di un simile divertimento?

The Big Noir in the City at Night è un progetto ibrido, che assomiglia a una rimusicazione ma è in qualche modo un ribaltamento di una rimusicazione. La voce narrante, dal vivo, racconta una storia; la musica la accompagna e ha molto il sapore del jazz che accompagnava i film noir degli anni ’40 e ’50, ma è anche molto contemporanea; sullo schermo scorrono le immagini di un film fatto di tanti film. La storia è una sola, le immagini provengono da oltre venti film diversi. Il protagonista è Humphrey Bogart, i cattivi sono James Cagney e Edward G. Robinson, le donne sono tante e bellissime.
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